La presunzione d'innocenza cambia peso a seconda del passaporto.
È uscito da pochi giorni il programma di Futuro Nazionale, il partito dell'ex comandante: quasi quaranta capitoli, pensati più a dare ragione a chiunque li legga che a governare davvero un Paese.
Il liberista trova la sua riduzione fiscale, il sovranista il suo veto in Europa. Il cattolico conservatore ritrova la famiglia naturale, chi guarda al passato l'impero romano. Un programma costruito per piacere a tutti finisce quasi sempre per contraddirsi da solo, e in questo caso le incoerenze sono così tante che meritano più di un post (questo è il primo).
Il capitolo sulla giustizia lo scrive senza ambiguità: il modello ordinario deve restare garantista. Poche pagine più avanti, nel capitolo sull'immigrazione, lo stesso principio scompare: per lo straniero che commette un reato la pericolosità sociale va considerata presunta per legge, prima di qualsiasi valutazione del caso concreto. Non conta più se quella persona lavora o ha figli minori sul territorio nazionale: l'espulsione diventa automatica, anche in deroga ai legami familiari.
Sono due principi opposti, nello stesso documento, applicati alla stessa situazione: una persona che ha commesso un reato e attende un giudizio. Cambia solo la sua nazionalità.
Il garantismo non è un valore che si applica a targhe alterne. O è un principio dello Stato di diritto, uguale per chiunque si trovi davanti a un giudice, o è un privilegio mascherato da principio giuridico.
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